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inventori di malattie

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“Ricordo che quando da bambino mia madre mi accompagnava dal dottore, per me entrare in quella stanza era un po’ come entrare in un luogo sacro.
Certo anche allora c’erano problemi e contraddizioni, ma la medicina era un’arte dal sapore quasi magico al servizio dell’ uomo.
Oggi che le leggi della finanza e del profitto hanno invaso ogni ambito dell ‘agire umano, anche la salute, bene primario per eccellenza, è divenuto un luogo di grandi poteri ed enormi affari.
Sì il malato oggi [ca. 2000, ndr] non è piu uomo ma consumatore, è un grande business, e così le malattie, una volta tanto paventate, oggi addirittura si inventano.”

Mi chiamo Peter Ross sono medico e ho lavorato per circa 20 anni nel settore farmaceutico, in ultimo alla Pfizer come vicepresidente del settore marketing e dopo essermene andato dalla Pfizer per aver denunciato pubblicamente alcune pratiche illegali, ho lavorato come scrittore giornalista e consulente negli Stati Uniti.
Ho definito il settore farmaceutico una specie di mafia: intendevo dire che, esattamente come il crimine organizzato, il settore farmaceutico è stato dichiarato colpevole di reati molto grossi e ha  pagato multe di miliardi di dollari.
È molto potente, se qualcuno prova a parlare apertamente di quello che succede in quel lungo viene letteralmente mandato via a calci, e quindi il settore farmaceutico si comporta e ha un potere sulla politica molto simile alla mafia.

Peter Ross è un insider, uno che per anni ho lavorato ai vertici di case farmaceutiche, è arrivato fino a ricoprire l’incarico di vice direttore marketing della Pfizer fino al giorno in cui ha deciso di parlare.

ho deciso di parlare quando ho scoperto cosa stava succedendo alla Farmacia e alla Pfizer che l’aveva da poco acquistata. Stiamo parlando di reati per dieci anni di prigione e io non volevo essere coinvolto in pratiche illegali.

Le pratiche illegali di cui parlo riguardavano il Genotropin®, un ormone della crescita ricombinante su cui stavo lavorando. Ho scoperto che l’azienda stava promuovendo il farmaco in modo illegale, e negli Stati Uniti cio è considerato un reato punibile con fino a dieci anni di prigione, non una cosa da poco, e quindi il mio ruolo è stato quello di allertare il management e di cambiare alcune di queste pratica illegali.
A quel punto solo sorte le difficoltà perché si sono presentati gli avvocati dell’azienda e mi hanno detto che tutto andava bene, di non preoccuparmi, ma io continuavano ad avere delle preoccupazioni e le evidenziavo puntualmente. Alla fine la Pfizer che nel frattempo aveva acquistato la Farmacia, ha deciso di modificare formalmente tutto quello che io avevo evidenziato in
quanto illegale, di comune accordo con gli avvocati ha stabilito era tutto assolutamente legale, ma non lo era affatto.

A Wall Street non importa quanti soldi fai o quali sono gli utili che riesci ad ottenere, l’unica cosa che interessa Wall Street è quanti utili in più farai l’anno successivo.
Perciò si instaura una specie di circolo vizioso, per cui i tuoi successi passati, l’enorme successo ottenuto con un farmaco importante, significa che rifarai ancora meglio con i nuovi farmaci anche se non hai niente in cantiere, e ciò spinge le aziende a fare cose illegali, cose che non dovrebbero fare.

 

un malato: vecchio luogo comune ormai debellato dalla scienza moderna. La salute non è che una parola che dovremmo per sempre cancellare dal nostro vocabolario, per conto mio non conosco che gente piu o meno insidiata da malattie più o meno gravi, malattie più o meno violenti …
teoria molto interessante la vostra, dottore …
teoria molto moderna mio caro Busché
— Il dottor Knock e il trionfo della medicina

Questo signore è il protagonista di una commedia francese degli anni trenta dal titolo Il dottor Knock e il trionfo della medicina.
Provate a chiedere al dottor Knock cosa pensa delle persone sane …:

le persone sane sono malati senza saperlo

Il geniale dottore manipolarà all’intera comunità con l’obiettivo di far credere malato chiunque si trovi in buona salute.
Come ha fatto di dottor Knock a convincere tutti? Una buona strategia di comunicazione: malattie poco classificate e dai sintomi ambigui, alcuni complici e la coscienza molto molto sporca.
Cinquant’anni dopo la prima messa in scena di quella commedia, verso la fine degli anni settanta il dottor Knock ebbe il suo primo discepolo: si trattava del presidente della Merck, una delle più importanti case farmaceutiche del mondo.
Come il dottor Knock, anche lui non ebbe peli sulla lingua e dichiarò senza mezzi termini che il suo sogno era quello di produrre farmaci per gente sana.

Vendono paura, paura di invecchiare, paura della morte; è difficile che sbagli se vendi queste due cose agli americani.

Quelle che prima erano emozioni accettate, i sentimenti normali, sono diventati qualcosa da curare con le pillole

Sappiamo che a Colombine, in Colorado, entrambi ragazzi assumevano antidepressivi quando hanno compiuto la strage uccidendo i compagni e gli insegnanti

Le aziende farmaceutiche, insieme all’industria petrolifera, sono i settori che hanno maggiore potere su Washington, sulla Casa Bianca.

Noi tendiamo a dimenticare che le aziende farmaceutiche investono in business. La loro responsabilità è nei confronti dei loro azionisti, e qual è il loro obiettivo? il loro obiettivo è fare profitti e questo è esattamente ciò che fanno, questa è la loro priorità.

Vendere pillole, venderle a tutti. Questo è il più grande affare negli ultimi trent’anni dall’Europa al Giappone dal Sud America fino agli Stati Uniti, il paese in cui la spesa per i farmaci è aumentata dal 1980 al 2003 di ben 17 volte. Accompagnati dal progetto visionario del dottor Knock, scopriremo come si costruisce una malattia, si crea un mercato e si vendono farmaci per lo più inutili se non dannosi a milioni di persone …

orbene, l’era della medicina può cominciare …

È il 1980 e il governo americano approva la legge chiamata Bayh-Dole Act. Questa legge permette all’università di brevettare i risultati della propria ricerca scientifica finanziata col denaro pubblico, e poi cedere il brevetto alle case farmaceutiche in cambio di rojalty. Con questa legge, le case farmaceutiche di tutto il mondo non devono più investire sulla ricerca per mettere a punto nuovi farmaci, e si possono occupare solo della parte tecnica, ovvero la produzione del farmaco.
È stato proprio grazie a questa legge che le case farmaceutiche hanno potuto spostare agilmente il loro investimento dalla ricerca al marketing.
I dati pubblicati da Fortune 500 del 2003 parlano chiaro:
31 miliardi di dollari per la ricerca e 67 miliardi di dollari per marketing e amministrazione.

Marzia Angel da anni è una delle principali voci critiche, una vera spina nel fianco per le aziende farmaceutiche:

Dalla mia analisi ho scoperto che quasi il 75% dei nuovi farmaci non era affatto nuovo, erano farmaci vecchi e nuove formulazioni o combinazioni. Ciò dimostra quanto sia limitata l’innovazione in questo settore. Tutto questo per dire che è molto importante rendersi conto che oggi, gran parte dei farmaci in cima alle vendite non sono nuovi, sono vecchi e i loro genitori risalgono al 1980 o anche prima. In questa industria c’è ben poco di nuovo sotto il sole

Ma se si fa poca ricerca e ci sono pochi farmaci innovativi, da dove nasce questo boom di vendite vertiginoso, cosa si vende?

Il mercato più grande per i farmaci è la gente sana e l’obiettivo delle aziende è vendere il maggior numero possibile di farmaci a gente sana o magari con piccolissimi insignificanti disturbi. Per fare questo le aziende vendono più la malattia che il farmaco: se riescono a convincere le persone sane, che costituiscono un’enorme mercato, che queste hanno una malattia che va curata, allora riescono veramente a creare un blockbuster cioè un farmaco che vale un miliardo di dollari di prescrizioni.
La cosa piu innovativa nell’industria farmaceutica, non c’è dubbio, è il marketing.

… d’altronde la gente viene sì e no per una sola visita.
Eh?
Ma allora dico, e i clienti abituali?
Quali clienti abituali?
Quelli che si visitano più volte alla settimana o magari nel mese.
Senti quel che dice il dottore, clienti fissi come quelli che ha il fornaio!
— dottor Knock

È un fenomeno che ormai a un nome preciso: disease mongering, ovvero la commercializzazione delle malattie.

Steve Wallasheen e sua moglie Lisa Schwarz sono due medici che da anni organizzano convegni per fare contro-informazione:

Il disease mongering riguarda la definizione di malattie, e portato gli estremi si traduce in creazione di nuove malattie e consiste nel prendere normali sensazioni ed esperienza delle persone e definirle malattie, dando così per scontato che queste malattie necessitano di cure farmacologiche

Mi chiamo Lisa Cosgrow, ho un PHD in psicologia clinica e sono professore associato alla University of Massachusets di Boston

Lisa Cosgrow ha fatto un’indagine sui rapporti finanziari tra l’industria farmaceutica e autori del DSM, il manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali, ovvero il manuale-bibbia della psichiatria che classifica e rende ufficiale le nuove malattie mentali che vengono studiate.
Nel corso di questa indagine ha scoperto una serie di cose:

Innanzitutto notato che il brevetto del Prozac® – il notissimo anti-depressivo – stava per scadere e di conseguenza la casa farmaceutica che lo produceva, la Eli Lilly, avrebbe perso enormi profitti a causa della comparsa sul mercato di farmaci generici rivali meno costosi. Era chiaro che la Lilly aveva un forte interesse a trovare un nuovo disturbo per il quale prescrivere il Prozac.
Dopo del tempo ho poi notato che veniva massicciamente pubblicizzato un nuovo farmaco, il Sarafem®, per curare una nuova malattia: il disturbo disforico premestruale.

Questo disturbo non è altro che quella tensione e nervosismo che alcune donne provano nei giorni precedenti l’arrivo delle mestruazioni, secondo alcuni è una malattia molto invalidante che andrebbe curata con i farmaci e così è stato: una commissione di esperti stabilì che il disturbo disforico premestruale era un genuino disturbo mentale e lo inserì nel corpo principale del Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali aprendogli la strada verso il mercato.

Nella mia indagine ho scoperto che la maggioranza dei membri della commissione riunitasi per decidere se il disturbo disforico premestruale fosse un reale disturbo depressivo aveva rapporti finanziari con la Lilly, la casa farmaceutica produttrice del Sarafem

Ma che tipo di farmaco è il Sarafem?

Il Sarafem è fluoxetina cloridrato, è la stessa identica cosa del Prozac, si tratta dello stesso farmaco a cui hanno semplicemente cambiato colore tingendogli la capsula di viola

Da quanto ci dice Lisa Cosgrow, la Lilly avrebbe preso il Prozac, il cui brevetto stava per scadere, lo avrebbe tinto di viola cambiandogli anche il nome, avrebbe creato un nuovo disturbo da fargli curare e avrebbe poi fatto in modo che questa nuova malattia venisse approvata dagli organi preposti, per rendere tutto corretto è ufficiale.

… chi insegnerà a tutta questa povera gente i mille pericoli inombenti che insidiano i loro organismi? e chi persuaderà questa gente che è preferibile non attendere la morte per chiamare il dottore?
— dottor Knock

A persuadere la gente ci pensa di solito un’imponente campagna pubblicitaria. L’industria farmaceutica americana è però riuscita a rendere quest’arma ancora più vincente: dal 1997 infatti una legge del Congresso ha reso legale negli stati uniti la pubblicità diretta al consumatore per i farmaci con prescrizione di ricetta medica, una cosa che non è permessa in quasi nessun altro paese del mondo.

Solo negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, se si accendere la televisione la sera ci si trova di fronte a una serie di pubblicità di aziende farmaceutiche dirette al consumatore, che dicono «hai questa malattia o pensi di avere questa malattia? chiedi al tuo medico» poi dopo aver mostrato un logo del farmaco che viene associato alla malattia arriva il messaggio implicito di chiedere al medico di prescrivere quel determinato farmaco. Questo influisce sulla pratica medica perché oggi i pazienti vanno dal medico e dicono: «ho sentito parlare di questo farmaco, pensa che potrebbe andare bene per me?»

C’è una seconda strategia, che anche quella mira ad aumentare i consumi, ed è quella di giocare su quelli che si considera livelli di normalità: il problema riguarda il colesterolo, una volta la colesterolemia normale era considerata 240, poi è diventata 220, poi è diventata 200 e adesso si dice bisogna avere colesterolo più basso possibile

Come dice il Silvio Grattini, fondatore dell’istituto di ricerca Mario Negri, l’ipercolesterolemia è diventata una delle principali paure per la salute di milioni di persone, le quali spaventate dal rischio di infarto si sono riversate in farmacia facendo diventare il LIPITOR®, con vendite per dieci di miliardi di dollari l’anno, il farmaco con obbligo di ricetta medica più venduto di tutti i tempi.
Peccato che il colesterolo alto c’entri pochissimo con il rischio di infarto che tutti i temono:

recentemente sono stati pubblicati due studi che indicano che questi farmaci possono abbassare il livello di colesterolo ma non riducono rischio di problemi cardiaci e questo è incredibile se pensiamo che sono stati spesi centinaia di milioni di dollari in pubblicità per indurre la gente a pensare che questo era il farmaco giusto per chi era più a rischio di infarto [esempio]:
«Se ti sta a cuore il tuo cuore fallo proteggere dal tuo medico contro i rischi di infarto chiedergli il LIPITOR»
La strategia per allargare il mercato dei farmaci non è quella di rivolgersi solo alle persone con rischi cardiaci ma anche di considerare a rischio le persone semplicemente con colesterolo alto.

Secondo le direttive del istituti nazionali per la salute, negli anni ’90 13 milioni di americani avrebbero avuto bisogno di curarsi con le statine per abbassare il colesterolo. Nel 2001 una commissione di esperti ha riformulato queste direttive facendo salire il numero a 36 milioni. Nel 2004 un altro comitato di esperti ha aggiornato ancora le direttive: oggi risultano 40 milioni di americani che avrebbero bisogno di curarsi per abbassare il colesterolo.

Ci sono disturbi che vengono veramente commercializzati dei quali fino a poco tempo fa nessuno aveva mai sentito parlare.
Per esempio il disturbo d’ansia sociale prima avrebbe potuto essere definito timidezza mentre oggi viene diagnosticato e ci sono farmaci specifici per combatterlo.

Si tratta di un disturbo in cui la gente si sente spesso ansiosa riguardo al futuro, riguardo alle proprie prestazioni –  praticamente riguardo a qualsiasi cosa poco chiara ci si trovi ad affrontare nella vita:
«Che ti succede? noi sappiamo come ti fa sentire il disturbo d’ansia sociale ma il Paxil ti può aiutare»

La dottoressa Rapoport è uno dei tanti medici che propone la soluzione piu diretta: la pillola anti-depressiva:

I farmaci funzionano se sei depresso, non ha importanza se hai la schizofrenia o problemi di ansia o solo la depressione, i farmaci sono comunque utili …

I farmaci sono comunque utili dice la dottoressa Rapoport, ma se prendete il prontuario internazionale delle malattie mentali o i testi di psichiatria moderni, scoprirete che non esiste una malattia chiamata disturbo d’ansia sociale: al limite troverete un raro disturbo chiamato fobia sociale.
Quello che è successo, è che la GSK – produttrice che il Paxil – nel giro di 18 mesi, grazie ad una formidabile campagna di comunicazione, ha preso questo raro caso chiamato fobia sociale, lo ha rinominato definendola piu genericamente disturbo, ci ha aggiunto una parola oggi molto di moda – cioè ansia – e lo ha trasformato in un’epidemia che affligge un americano su otto.
Il risultato è stato che il Paxil con 3 miliardi di dollari l’anno in poco tempo è diventato l’antidepressivo più venduto al mondo:

Piu di 10 milioni di persone soffrono di disturbo d’ansia sociale, il Paxil ti può aiutare. Paxil : la tua vita ti sta aspettando

Allison Bass pubblicando il libro bomba Side Effects, ha portato alla luce gli effetti collaterali di molti farmaci e ha svelato gli innumerevoli conflitti di interesse in campo medico:

Voglio raccontarvi la storia di una ragazza di 15 anni del Texas, Tania Brooks: era timida e si sentiva a disagio con i ragazzi della sua età, lei vide una pubblicità del Paxil in cui c’era un ragazzo della sua età che prendeva questo farmaco, improvvisamente diventava molto amato da suoi coetani e non aveva più problemi a relazionarsi. Allora lo ha detto a sua madre che l’ha portata dal medico di famiglia e gli ha chiesto del Paxil e questo medico non sapeva niente di effetti collaterali e così le ha prescritto il farmaco. La ragazza ha sviluppato tendenze suicide e ha tentato di suicidarsi molte volte, fortunatamente l’hanno presa in tempo: s’è provocata un’enorme ferita sulla gamba ma l’hanno portata in ospedale e non è morta dissanguata, ed è stata fortunata perché non è riuscita a suicidarsi mentre assumeva il Paxil. Ora sta bene, ha vent’anni e non prende più farmaci. Il suo è un caso fortunato ma purtroppo non è sempre così.

Quello che è successo per il Paxil è un esempio di quell’oscuro capitolo che riguarda gli effetti collaterali di questi farmaci per disturbi mentali, che si sono diffusi così in fretta ovunque e per milioni e milioni di persone. Da 15 anni è in corso una causa tra alcuni pazienti e la casa farmaceutica produttrice del Paxil, la GlaxoSmithKline.
Ad avviare questa causa è stata un avvocato di Los Angeles che ha deciso di sfidare le sette sorelle di bigpharma, grazie a lei sono stati portati alla luce e resi ufficiali tantissimi dei conflitti di interesse che abbiamo visto fino ad ora; chi pagherà per i danni però ancora non si sa.

Mi chiamo Karen Bart Memphis e faccio l’avvocato a Los Angeles dove seguo molte cause legali contro le aziende farmaceutiche.
Ho iniziato con una causa contro la GSK per il Paxil dai primi anni ’90. Il Paxil è stato lanciato sul mercato la fine del 1992 e dopo pochi anni sono iniziate le cause che riguardavano i potenziali effetti collaterali come il suicidio. Solo in un secondo momento sono emerse le gravi conseguenze che hanno colpito un consistente numero di persone.
La GSK era a conoscenza dei gravi effetti collaterali quali suicidio, dipendenza, malformazione neonatali già prima che il farmaco venisse lanciato sul mercato.
Quindi quello che abbiamo scoperto nel corso della causa è ciò che l’azienda già sapeva e le cause legali sono state l’unico modo per andare a verificare all’interno dell’azienda ciò che la GSK già sapeva. Abbiamo scoperto due cose molto importanti:
la prima è che attraverso gli studi non riuscivano a dimostrare l’efficacia del Paxil rispetto a un placebo,
il secondo punto che abbiamo scoperto vedendo i trial clinici,
che gli studi indicavano che i bambini che assumevano il Paxil sviluppano tendenze suicide e omicida e anziché comunicare questi effetti collaterali agli organi di controllo, alla classe medica e ai genitori, la GSK ha pubblicato gli studi in modo fraudolento
come se il Paxil fosse sicuro ed efficace per i bambini.

Viene da chiedersi cosa succede una volta che una casa farmaceutica ha perso una causa: quanto dovrà pagare? quanto ha guadagnato nel frattempo in tanti anni di vendite?

Le aziende in questo lasso di tempo guadagnano miliardi di dollari
per cui vale la pena di nascondere questi rischi il piu a lungo possibile, in modo da fare piu soldi possibili, acquisire quote di mercato e fare profitti, anche se con le cause legali magari un giorno dovranno pagare forti somme di denaro.
In ogni caso andranno a liquidare la controversie, pagheranno una multa con importo che è solo una frazione minima rispetto ai soldi che hanno guadagnato prima del termine delle cause legali

È veramente possibile che anche nell’ambito delicato della salute, se c’è un prodotto conveniente da vendere e un mercato vastissimo come quello della gente sana, sia sufficiente inventare un bisogno, cioè creare una domanda?
Lo abbiamo chiesto ad un premio Nobel per l’economia Joseph Stigliz:

Fondamentalmente le aziende farmaceutiche sono nel business per fare utili, sanno che c’è un modello di business e focalizzano la loro attenzione sullo sviluppo di farmaci affinché vengano acquistati. Cercano dunque di creare una domanda attraverso la creazione di disturbi: l’ansia di vario tipo, che siano malattie reali o immaginarie. La gente da sempre immagina tutta una serie di malesseri, alcuni reali altri no, ma comunque la gente crea effettivamente una domanda.
È evidente dunque che la creazione di malattie da parte delle case farmaceutiche avviene perché loro vogliono, come tutte le aziende, sviluppare prodotti per i quali esiste una domanda, e allora faranno di tutto per creare una domanda come quella di curare le malattie inesistenti per vendere prodotti che a loro conviene sviluppare grazie alla loro posizione di monopolio.

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, detto anche ADHD, è un disturbo che rende il bambino piu iperattivo e distratto dai suoi coetanei. Questo disturbo colpisce dal 3 al 5 per cento dei bambini europei e direi la stessa percentuale negli USA

Il disturbo da deficit attentativo e iperattività è un fenomeno che si è diffuso in tutto il mondo negli ultimi anni; ci sono molti casi anche gravi che sono stati curati farmacologicamente aiutando i bambini le loro famiglie; si tratta di bambini iperattivi, spesso geniali ma di difficile gestione per la famiglia o la scuola.
Quello che poi è successo è che le case farmaceutiche ad un tratto hanno deciso di spingere molto sulla commercializzazione di questo disturbo, facilmente equivocabile con la vivacità dell’infanzia e la prima adolescenza.
Il risultato è stato un moltiplicarsi vertiginoso di casi in tutto il mondo.
In un libro chiamato a Our daily Med – ovvero la nostra medicina quotidiana – l’autrice Melody Pentersen spiega con esempi e casi specifici come il marketing del farmaco ha creato un milioni di pazienti in pochi anni:

Gli psicologi che ho incontrato nella mia ricerca mi hanno detto che sono pochissimi i bambini con problemi reali. In questi casi i farmaci possono essere di aiuto ma il marketing va ben oltre: il tentativo costante da parte delle aziende di allargare il mercato fa sì che ai genitori del detto che un bambino agitato che non riesce a stare fermo in classe potrebbe avere l’ADHD e agli insegnanti viene detta la stessa cosa, quindi genitori e insegnanti sono sempre in allerta per individuare i bambini che non stanno fermi, che non riescono a studiare e si discute sul fatto che questi bambini possono avere l’ADHD. Perciò il problema non è che questi farmaci non aiutano la minoranza di bambini con problemi, ma che il marketing va troppo oltre.
In alcuni scuole i ricercatori hanno scoperto che il 25 per cento dei bambini prende i farmaci per l’ADHD, e questo ti fa veramente pensare con preoccupazione che cosa succede in questi scuole, visto che gli studi indicano che solo il 5 per cento dei bambini americani è affetto da ADHD.

Il Ritalin, il farmaco blockbuster più noto tra i tanti che curano la ADHD, ha aumentato le vendite dell’800 per cento negli ultimi 15 anni, curando anche chi non è aveva bisogno. Altri farmaci simili lo hanno seguito. La strategia per allargare il loro mercato è stata quella tipica: innanzitutto pubblicità diretta al consumatore per vendere la malattia:

Questo annuncio indica una serie di cose che qualsiasi genitore vorrebbe: un compito in classe all’altezza della sua intelligenza, amici che lo vogliono nel gruppo, momenti in famiglia che durano per ore, una vera soluzione alla ADHD. Questo annuncio parla dei normali risultati che qualsiasi genitore si augura per il proprio figlio, per cui se ci tieni a tuo figlio e vuoi ottenere questi risultati devi prendere questo farmaco.

La sindrome di defficienza di attenzione e di iperattività dei bambini, che può avere dei casi estremi in cui è difficile controllare un bambino, però [la cura] non può essere poi attuata a livello di milioni di bambini come sta succedendo negli Stati Uniti.
L’anomalia è questa, cioè è quella di estendere eccessivamente il campo di intervento rispetto a quelle che sono invece pochi i casi in cui forse ci sarebbe bisogno di far qualcosa.
S. Garattini

Le case farmaceutiche, se vogliono che una malattia si allarghi a macchia d’olio hanno anche bisogno della complicità dei pazienti stessi: fioriscono così un po’ ovunque le cosiddette associazioni di pazienti, la CHADD è l’associazione piu importante che rappresenta le persone affette da deficit attentivo e iperattività.
La dottoressa Creasy è convinta della sua utilità:

un esempio di organizzazione è il CHADD: questa associazione di pazienti è stata molto efficace nel portare a conoscenza delle famiglie con bambini con ADHD le più recenti evidenze scientifiche, i protocolli più aggiornati

Ma dietro alla CHADD non ci sono solo le famiglie e i pazienti:

Il CHADD, che è un gruppo di aiuto per l’ADHD, è totalmente finanziato dalla casa farmaceutica Novartis, produttrice del Ritalin.

La CHADD alla fine ha ammesso di ricevere circa 700mila dollari l’anno dalle case farmaceutiche e in pochi si sono scandalizzati.
Il programma di allargamento del disturbo da deficit attentativo a milioni di bambini è riuscito, con il risultato che milioni di famiglie in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti, hanno per anni somministrato ai loro bambini quantità industriali di droghe stimolanti spesso per farli andare meglio a scuola.
Ma non deve essere bastato: infatti ad una certa età i bambini in cura diventavano adulti e la cura finiva.
E così la Shire, un’altra casa farmaceutica, in un convegno di banche d’affari a New York ha annunciato con orgoglio ai suoi investitori la nascita di un nuovo mercato che avrebbe garantito vendite di farmaci per molti anni a venire: si trattava del DDAI, ovvero il deficit d’attenzione degli adulti.
Così dall’oggi al domani un nuovo potenziale di 8 milioni di nuovi malati affetti da difficoltà nel concentrarsi appariva sul mercato.
Il farmaco era già pronto:

Questo annuncio dice che avere problemi di concentrazione sul lavoro è un problema medico, che necessita di una soluzione farmacologica, e implica che Vyvanse può guarire questo problema.
Anche questo annuncio è un esempio di come si possano ampliare i confini della malattia ed esagerare i benefici del farmaco

Finora abbiamo visto malattie i cui parametri o definizioni sono state ampliate per massimizzare il mercato e vendere nel migliore dei casi fiumi di farmaci spesso inutili.
Ci sono però malattie che non esistono e non sono mai esistite, per le quali milioni di persone oggi si curano, ovviamente con farmaci.
A questo punto ogni casa farmaceutica può lanciare sul mercato la propria malattia e commercializzare il relativo farmaco. Le altre case farmaceutiche però possono immediatamente produrre e mettere sul mercato farmaci concorrenti simili per convincere i pazienti che il loro è migliore.
Questi farmaci sono il più grande affare che l’industria farmaceutica abbia mai fatto, si chiamano farmaci me too o farmaci fotocopia:
anziché cercare di produrre farmaci innovativi, l’industria farmaceutica ha iniziato a produrre farmaci che erano varianti poco significative dei farmaci più venduti e già presenti sul mercato.
Negli Stati Uniti li chiamiano me too drugs.
I farmaci me too si sono riversati sul mercato in gran quantità, teoricamente un farmaco ha l’approvazione solo se migliore di uno già esistente, ma una piccola legge ha cambiato le cose:

L’azienda farmaceutica, in base alle direttive attuali, deve dimostrare alla FDA che quel farmaco è ragionevolmente sicuro ed efficace, ma non deve dimostrare che è migliore di un farmaco già esistente.
Deve sono dimostrare che è più sicuro ed efficace … di niente!

Le aziende farmaceutiche fanno un sacco di lavoro prima dell’approvazione del farmaco, e lo fanno perché gli analisti di Wall Street le controllano. E appena il farmaco viene approvato Wall Street si aspetta che le prescrizioni vadano alle stelle.
Se migliaia di americani non cominciano a subito a prendere un nuovo farmaco, Wall Street è insoddisfatto, gli analisti cominciano a scrivere i rapporti che dicono che il farmaco non è quel blockbuster che l’azienda aveva preannunciato, le stock option precipitano.
Per questa ragione che il marketing inizia addirittura anni prima che il farmaco arrivi sul mercato: loro non possono rischiare.

Se il marketing è il motore, la sua prima tappa consiste nel far uscire articoli sui giornali e coinvolgere i media: il loro compito è quello di iniziare a far girare il nome della nuova malattia, renderla nota, preparare cioè il mercato.
Poi subito dopo scendono in campo un’agenzia di pubblicità, organizzatissime macchine mediatiche specializzate nell’ideare campagne di lancio di nuove malattie e relativi farmaci.
Sono campagne da milioni di dollari.
La principale strategia di vendita di questi guru della comunicazione è quella di cambiare la percezione dei nostri disagi quotidiani trasformandola in patologie mediche,
convincerci cioè che una fase problematica della nostra vita che avevamo sempre considerato un normale passaggio biologico o psicologico, come la timidezza, la paura, l’adolescenza, la menopausa l’invecchiamento, siano da prendere seriamente in considerazione a livello medico.

… vedete dottore, sono molto impressionante e se vedo quella roba non ci dormo la notte.
È questo che ci vuole! – voglio dire, sono quelle le impressioni che dobbiamo suscitare nelle viscere del uditorio …
— dottor Knock

Le campagne pubblicitarie sono maestre nel promuovere ansia e paura. La paura di confrontarsi con la società è stata usata per vendere antidepressivi come il Prozac e il Paxil o lo zolfo, che hanno triplicato le vendite in dieci anni assicurando ai loro produttori introiti per oltre 20 miliardi di dollari.
La paura di invecchiare è stata utilizzata invece per convincere che semplice dimenticanze possano essere una forma prematura di alzheimer e ha invitato chiunque anche gente di cinquanta o sessant’anni a prendere l’Aricept, un farmaco su cui sono stati investiti in pubblicità nel 2008 ben 2 milioni e mezzo di dollari:

chiedi al tuo medico come trattare l’alzheimer
chiedigli l’Aricept!

Oppure la paura del cancro, che è stata utilizzata per convincere le persone che soffrono di semplice bruciore di stomaco che potrebbero avere qualcosa di molto molto piu grave e curarsi con il Nexium.

L’azienda che produce il Nexium, è riuscita nella pubblicità a far passare il messaggio che, se la si lascia andare, questa malattia – che poi sarebbe refusso – può con il tempo diventare cancro dell’esofago, una cosa seria. Quindi, è meglio che prendi il Nexium!

Gli articoli sui giornali e la successiva campagna di comunicazione hanno lanciato brand, la nuova malattia esiste. Ora è il momento di lavorare sul fulcro del sistema, l’elemento piu delicato e determinante, il crocevia del sistema di marketing delle nuove malattie: il medico.

come avete fatto a vivere fino adesso se nessuno chiama il medico?
— dottor Knock

Coloro che acquistano farmaci sono nelle mani dei medici.
Il mercato più importante per le aziende non è tanto quello dei pazienti quanto quello dei medici.

Con il libro uscito nel 2008, La pillola da 800 milioni di dollari, Meryl Kushner[?] ha messo in luce i tantissimi conflitti d’interesse e forme di corruzione che affliggono il mondo della salute.

L’azione di marketing diretta ai medici è immensa, si tratta ogni anno di oltre 50 miliardi di dollari che vengono investiti per convincere i medici, qualcosa come il 20 per cento del fatturato farmaceutico – una cifra enorme se ci pensate.

La  EMC, che sta dire il corso di educazione continua di medicina, è il corso di aggiornamento che i medici negli USA devono seguire ogni anno per mantenere la propria licenza.
Bene, il 50 per cento dei soldi investiti da EMC provengono dall’industria farmaceutica. Questo avviene perché spesso questi corsi di aggiornamento sono tenuti da professori universitari che hanno un secondo lavoro nella aziende farmaceutiche, sono consulenti, conferenzieri, pagati appositamente dalle aziende.
Sono cosiddetti leader del settore medico, stilano le linee guida della pratica medica, che svolgono i programmi di educazione continua in medicina, che pubblicano le recensioni nelle riviste mediche e poi ammettono «sì, sono consulente della Pfizer,
GSK, o di qualsiasi altra azienda farmaceutica che produce il farmaco per la malattia della quale sto parlando»

Allison Bass a seguito di alcune informazioni ricevute da fonti attendibili, poi comprovante dalla magistratura, ha portato alla luce il caso di un noto primario, Martin Keller:

Il mio libro spiega dettagliatamente come Martin Keller – capo di psichiatria alla Brown University – riceveva personalmente centinaia di migliaia di dollari dalle stesse aziende farmaceutiche e che producevano i farmaci che lui stava studiando e di cui parlava nelle riviste mediche.
Keller non ha reso noto questo conflitto di interessi né alla sua università né al NIH – National Institute of Health – che finanziava la sua ricerca sulla depressione.
Questo è un problema molto diffuso in tutto il mondo, ci sono tanti medici che ricevono un mucchio di soldi dalle aziende farmaceutiche e che non rendono pubblico il loro conflitto di interessi.

Se le case farmaceutiche attraverso gli opinion leader, i convegni, la formazione fanno sui medici una pressione dall’alto, c’è un esercito ch’è composto da migliaia di professionisti di bella presenza che invece opera un grosso lavoro dal basso: sono i rappresentanti farmaceutici con le loro armi seduttive: adulazione, amicizia, premi regali e tanti campioni gratuiti.

Questa è la storia di Mike Oldani che ha 21 anni viene assunto dalla Pfizer come informatore farmaceutico:

Io non sapevo niente dell’industria farmaceutica, ho fatto il colloquio e sono rimasto sedotto: soldi, macchina, prestigio – avrei potuto usare il mio background scientifico e avrei dovuto parlare con i medici, non dovevo vendere, ero un consulente.

Il rapporto con il medico per Oldani era tutto, lo doveva sedurre incalzare, stargli simpatico. Il farmaco non era al centro delle loro chiacchierate, anzi, meno se ne parlava è meglio era.

Se un medico fa amicizia con un informatore il medico, anche inconsapevolmente, comincia prescrivere quel farmaco: Zoloft[?], Paxil, altri farmaci – possono essere tutti uguali ma il medico dice «il rappresentante del Prozac non mi viene mai a trovare ma il tizio dello Zoloft mi sta simpatico e quindi io prescrivo quel farmaco».
Io ero diventato l’uomo dello Zoloft.

Un farmaco normalmente viene approvato per curare un certo disturbo, ma la casa farmaceutica spesso cerca di promuoverlo anche per disturbi per cui quel farmaco non è approvato.
Questo fenomeno è il cosiddetto uso off-label di un farmaco, cioè fuori approvazione, e questa è una pratica illegale.

Negli anni novanta non si parlava di queste cose, se non farmaco non era approvato era tecnicamente illegale. Agli informatori farmaceutici fu dato il compito di allargare il mercato e promuovere i farmaci anche per altri utilizzi non approvati.
Per esempio lo Zoloft fu legalmente approvato per la depressione ma noi dovevamo convincere i medici a utilizzarlo per altri usi che vanno oltre la depressione, quindi lo abbiamo promosso per i disturbi da panico e per un nuovo disturbo, il disturbo disforico premestruale, e questo prima che ci fossero le indicazioni per questi disturbi.
La nostra strategia era furba, facevamo una grande quantità di emailing di informazioni cliniche ai medici presenti sul territorio e mandavamo un articolo scientifico una volta a settimana per sei mesi a una ventina di medici, dicendo che lo Zoloft curava anche il panico anche se non era vero, perché questa indicazione per la cura del panico non era affatto stata approvata.

Comunque sia la Pfizer raggiunse il suo obiettivo: pochi mesi dopo lo Zoloft era pronto per curare una nuova malattia chiamata disturbo disforico premestruale.
Ma un giorno Mike Oldani attratto da studi sull’antropologia ha improvvisamente visto la sua vita sotto un altro aspetto e ha deciso di opporsi a quel sistema che per anni aveva applicato al mondo
della salute:

Ci fu una riunione di area nella quale ho denunciato queste pratica illegali e alla fine della riunione sono andato da un avvocato per formalizzare la mia denuncia.
Quando si vedono queste situazioni in TV ti sembrano molto avvincenti ma quando capitano te è tutta un’altra cosa, è molto più difficile, ti mettono paura.
Io per di più all’epoca non avevo le risorse finanziarie per andare avanti con una causa così impegnativa e alla fine ho rinunciato alla causa. Sette mesi dopo me ne sono andato, da allora in qualità di medico antropologo mi occupo di trasparenza nel campo medico,

Un’altra area nella quale l’industria farmaceutica a mio parere è molto abile nell’influenzare la gente è quella dei trial clinici, ovvero i test che vengono effettuati sui farmaci prima di commercializzare. La gente pensa: i test clinici sono la scienza, devono essere veri, invece non è sempre così, anzi il modo piu importante per influenzare la gente è proprio quello dei test clinici, è semplice: può capitare che alcune case farmaceutiche non effettuino quei test che ritengono metteranno in cattiva luce il farmaco. Infatti a un’azienda farmaceutica non conviene fare un test a meno che non ritenga che mette in buona luce il farmaco. Quindi verificano tutti i parametri, scelgono con quale farmaco confrontarsi, il dosaggi, magari il farmaco concorrente ha  un passaggio troppo basso eccetera, quindi in molti casi finisce per essere un incontro truccato, un inganno.
… e quelle poche volte che i test non danno risultati favorevoli all’azienda, questa farà di tutto per manipolare i dati per modificare le cose

… qui si è ossessivi, perdere le staffe … credo che questi siano sintomi che ciascuno di noi ha provato almeno una volta nella vita

Che la sindrome bipolare sia diventata una malattia largamente diffusa grazie alle grandi campagne di comunicazione ci può a questo punto sembrare quasi normale, ma ciò che ha trasformato questo disturbo in un mostro farmacologico aberrante e stata la sua applicazione ai bambini:

All’età di tre o quattro anni è impossibile stabilire se il bambino è semplicemente difficile o se ha un disturbo bipolare e deve essere curato con farmaci, e poi è incredibile perché non sappiamo quali siano gli effetti collaterali a lungo termine per quasi tutti i farmaci recentemente approvati.
Questo annuncio voleva dire ai bambini che quando si sentono arrabbiati e agitati è solo un effetto della sindrome bipolare: devono ascoltare il medico e prendere le medicine e c’è un orso, anzi è un orsetto di peluche, che gli dice di prendere le medicine tutti i giorni.
È e un libro per bambini di undici anni!
Dice al bambino che se si sente agitato, molto arrabbiato o non riesce a controllarsi, non è normale ma ha una malattia, c’è qualcosa che non va è l’unico modo per controllarsi è prendere le medicine.
Secondo me mina la capacità del bambino di evolversi come persona, di moderare le sensazioni di perdita e controllo.

Vera Sharav con la sua associazione Alliance for Human Reserch Protection si è occupata di molti casi drammatici e ha cercato di renderli noti al pubblico per cercare di evitare che si ripetessero.

C’è il caso eclatante di una bambina, Rebecca Raily, alla quale all’età di 18 mesi è stato diagnosticato il disturbo bipolare.
Si tratta di una condizione rara anche negli adulti. Lo psichiatra prescrisse a questa bambina un cocktail di farmaci, una cosa che non ha alcuna giustificazione scientifica, è altamente pericoloso
ed è una pratica diffusa tra gli psichiatri americani. Le fu dato un antipsicotico, il Seroquel, un farmaco antiepilettico, e anche tutta una serie di altri farmaci.
All’età di 4 anni la bambina è morta per una reazione tossica i farmaci.

Secondo non ben precisati studi il 10 per cento della popolazione americana soffrirebbe di una grave malattia: la sindrome delle gambe irrequiete:

La sindrome delle gambe senza riposo! chi ne aveva mai sentito parlare … chiunque può agitarsi di tanto in tanto, ci sono persone che sono piu agitate di altre, può essere timidezza, qualsiasi altra cosa, ma non è una patologia. Invece, i farmaci che vengono prescritti, quelli sì che provocano la malattia.

Dal 2003 quando il Requip, prodotto dalla GSK, è stato approvato dalla FDA per curare la sindrome delle gambe senza riposo, sono state investiti centinaia di milioni di dollari in campagne pubblicitaria ai consumatori e in campagne informative, per convincere il pubblico americano che questa sindrome riguarda il 10 per cento della popolazione, che è una sindrome molto grave e che occorre prendere questi farmaci per tutta la vita se si vuole stare bene, e molte persone ci hanno creduto

Questo annuncio mostra due cose che ti fanno pensare che le gambe senza riposo siano qualcosa di veramente grave, e la completa trasformazione di questa donna ti fa capire che il Requip, il farmaco pubblicizzato, aiuti davvero tutte le persone

Ma dagli studi che hanno messo a confronto il Requip con un placebo è risultato che 6 persone su 10 ritenute affetti dalla sindrome sono migliorati col placebo, 7 su 10 sono migliorate con il Requip. Il fatto che 12 settimane dopo 6 persone su 10 siano migliorate con una pillola di zucchero solleva la questione se questa sia una malattia che va curata con i farmaci. Invece questo annuncio ti induce a credere che puoi stare meglio solo prendi il Requip

Se guardiamo ai soli Stati Uniti, lo scenario che si presenta oggi [ca. 2000, ndr] è questo:

  • 45 milioni di americani soffrono di vescica iperattiva
  • 17 milioni sono affetti da shopping compulsivo
  • 35 milioni soffrono della sindrome delle gambe irrequieta
  • 8 milioni di adulti soffre da poco di disturbo da deficit attentativo o iperattività, mentre
  • 20 milioni di bambini già ne soffriva da anni
  • il disturbo d’ansia sociale colpisce 30 milioni di americani e
  • la lotta per debellare il colesterolo sta cercando di salvarne almeno 40 milioni

… metà ottobre 30,  fine ottobre 90,  fine novembre 128,  fine dicembre … non è completato il riepilogo ma supereremo le 150!
— dottor Knock

Oggi [ca. 2000, ndr] il dottor Knock, o meglio la sua stirpe, è a capo di un business che nei cinque continenti fattura più di 500 miliardi di dollari l’anno. Se dovesse parlare ai suoi pazienti sparsi ormai per tutto il mondo potrebbe dire piu o meno così:

Certo i farmaci prescritti sono cari, ma questo dimostra quanto sia alto il loro valore e inoltre, le spese che sosteniamo per la ricerca e sviluppo sono enormi e in qualche modo bisogna pur coprirle.
Noi siamo delle società che producono per voi un flusso costante di medicine innovative che vi allungano la vita, vi rendono più felici e vi fanno stare bene. Voi siete i beneficiari di questa continua conquista del libero mercato, siate dunque riconoscenti e smettetela di lamentarvi e … pagate.
A chi tocca ora? — dottor Knock

Fonte: “Inventori di malattie”: un vecchio documentario di Silvestro Montanaro – Parte X | Infopal – locale “Inventori di malattie”


“Cavie umane”Il consenso libero e informato

La truffa delle tecnologie sanitarie Theranos: fallimento dei globalisti o della finta scienza?

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What Is a Disease Without a Cause?

Le case farmaceutiche sono fabbriche di malati

La nostra cultura tende a creare individui che non hanno più coraggio e non osano più vivere in modo eccitante e intenso. Veniamo educati ad aspirare alla sicurezza come unico scopo della vita. Ma possiamo ottenerla solo al prezzo di un completo conformismo, e di una completa apatia.
Erich Fromm – I cosiddetti sani. La patologia della normalità

La fabbrica dei malati

… romanzo Thomas Mann in cui è descritta una “società di malati

 In una vita intera di lotta dedicata alla difesa della legalità, mai si era visto prima il malaffare che si è raggiunto con questo decreto [Lorenzin]. …
Ferdinando Imposimato, luglio 2017 (via @pbellabite)

Big Pharma: guadagna miliardi creando dipendenza da oppioidi

From FDA to MHRA: are drug regulators for hire?

Gli imbrogli di big pharma: Elise Lucet su Crestor di AstraZeneca.

doctors have become just drug pushers … never seen cancer in unvaxed

@15:49 … in the end she wrote the diagnosis: Corona insanity!

Ermanno Leo: “… è che il cancro sia diventato, inquesti decenni, un affare, insieme alle guerre …