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moralità dei mandati delle maschere


Le discussioni sulla legittimità dei mandati governativi sulle maschere sono frustranti, perché tendono ad aggrovigliare sia le affermazioni normative che quelle empiriche. Quelli a favore dell’uso delle maschere tendono a sostenere che le maschere “funzionano” (un’affermazione empirica), e poiché lo fanno, è legittimo per il governo rendere illegale non indossarne una (una posizione normativa). Dall’altro lato, la risposta è spesso che le maschere “non funzionano”, e che poiché non funzionano, il governo non ha alcun diritto di renderle obbligatorie.

Tutto questo esclude qunto sta in mezzo: le maschere possono benissimo “funzionare”, oppure no, ma questo è davvero irrilevante per la questione se indossarle debba essere un requisito legale. Ci sono un sacco di cose che potrebbero plausibilmente “funzionare” per evitare che la gente si ammali e muoia – il governo potrebbe vietare tutte le vendite di frullati, marshmallows e gelati domani, per esempio, e quindi ridurre l’obesità e le malattie cardiache. Non ne consegue che dovrebbe farlo.

Il filosofo politico inglese Michael Oakeshott ci aiuta a inquadrare meglio l’argomento. Per Oakeshott, c’erano al lavoro in una società moderna due sistemi morali, che possono essere indicati come la morale “individuoale” e quella “anti-individuale“. La distinzione tra queste due concezioni si impernia in realtà su dove si trova la capacità di esercitare la scelta morale (decidere cosa è giusto o sbagliato).
Nel sistema morale individuale, spetta alle singole persone fare tali scelte nel corso della loro vita quotidiana (in riferimento, naturalmente, ai loro usi e aspettative culturali e sociali circostanti).
La morale anti-individuale, d’altra parte, mette la scelta morale nelle mani di un circolo di esperti, che decidono cosa è giusto o sbagliato e poi impongono la loro decisione alle masse sotto di loro.

I mandati delle maschere sono la perfetta illustrazione della dicotomia tra questi due sistemi morali. Per la morale individuale di Oakeshott, spetta ad ogni individuo decidere se indossare una maschera è giusto o sbagliato. In un sistema morale anti-individuale, invece, non spetta agli individui decidere, ma ad un piccolo gruppo di esperti che “sanno” cosa è giusto, e sono quindi sicuri che sia legittimo imporre la loro decisione a tutti.

Per Oakeshott, la morale anti-individuale era una “enormità morale” – privava le persone individuali della capacità di fare autentiche scelte morali per conto proprio, e così facendo le privava di qualcosa che dovrebbe essere al centro della dignità umana. Se uno agisce solo in accordo con ciò che gli è stato detto che è giusto, non è affatto un agente morale, ma un mero esecutore di ruoli, che si attiene alle regole semplicemente perché sono richieste. Un’autentica agenzia morale può dipendere solo da una scelta; è solo quando si ha la possibilità di decidere da soli cosa è giusto o sbagliato, e agire di conseguenza, che si può dire di avere un’autentica moralità propria.

Ci sono tutti i tipi di problemi con i mandati della maschera, ma questo mi sembra il più grave di tutti: ci riduce tutti a ciò che può essere descritto solo come amoralità. Agiamo in un certo modo solo perché ci è stato detto che è giusto, e per nessun’altra ragione. Questo può solo servire a snervarci e infantilizzarci, e a far atrofizzare i nostri muscoli morali. Sempre più spesso non ci rivolgiamo alle nostre bussole morali, ma ci comportiamo come se queste bussole morali non esistessero affatto, se non nel cuore e nella mente di coloro che ci governano. Di conseguenza, arriviamo ad affidarci, senza riflettere, alle decisioni dei nostri governanti, esercitate presumibilmente per nostro conto – una sorta di outsourcing morale che alla lunga ci farà perdere la volontà o la capacità di fare scelte morali in primo luogo.

Che le maschere funzionino, o non funzionino, nel “fermare la diffusione” è quindi davvero fuori tema. Né è la domanda appropriata per chiedere se uno dovrebbe o non dovrebbe indossarne una; mi sembra che entrambe le posizioni siano legittime, e certamente non getto stigma verso coloro che scelgono di mascherarsi. La vera domanda che dovremmo porci è: cosa perdiamo quando un governo decide per nostro conto cosa è moralmente giusto, e poi impone questa decisione a tutti noi?

Tratto da The Real Problem with Mask Mandates